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Marca temporale: a cosa serve e come funziona

Cos’è, a cosa serve e come funziona la marca temporale?

Chi si approccia per la prima volta ai processi di conservazione sostitutiva documentale, dovrà confrontarsi con una serie di termini tecnici e procedure che potrebbero risultare, a prima vista astrusi e di difficile comprensione.

Prima di analizzare le modalità di applicazione della marca temporale, capiamo cos’è per scoprirne la funzione. Assieme alla firma digitale questo strumento permette di “fotografare” il documento da avviare a conservazione sostitutiva nella sua forma e nei suoi contenuti in un determinato momento.

Fornire a chi fruisce di un documento la certezza della data di produzione: è questo, dunque, lo scopo della marca temporale.

Per capire come funziona dal punto di vista operativo, bisogna parlare del servizio fornito dai certificatori. Un soggetto terzo, il certificatore, appone sul documento una firma digitale alla quale è associata un’informazione immodificabile sulla data e l’ora di marcatura.

La marca temporale è dunque un servizio, offerto da un Ente Certificatore, che permette di associare date e ora certe e legalmente valide a un documento informaticoconsentendo quindi di associare una validazione temporale opponibile a terzi. (cfr. Art. 20, comma 3 Codice dell’Amministrazione Digitale Dlgs 82/2005).

Il sog­get­to che ero­ga la mar­ca temporale è anche det­to Time-Stam­ping Autho­ri­ty (TSA) ed è disciplinato dal D.P.C.M. 30 marzo 2009 – “Regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme digitali e validazione temporale dei documenti informatici”.

Grazie alla marcatura temporale e alla sua funzione specifica si perfeziona il processo di conservazione documentale dematerializzata a norma di legge.

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