Dall’indagine dell’Enterprise Europe Network voluta dalla Commissione dell’Unione europea emerge un dato importante, poiché può indicare la via per ottenere la diffusione della firma elettronica nei rapporti tra le Pmi.

È proprio la firma elettronica al centro dell’indagine dell’Een che dimostra come uno dei maggiori ostacoli all’impiego di questo strumento risieda nella percezione di affidabilità nell’ambito dei rapporti economici transfrontalieri.

Nello specifico, le Pmi italiane, a dispetto di un’ampia diffusione nei rapporti B2B nazionali e con la PA, sono fortemente restie ad affidarsi alla firma elettronica quando i rapporti commerciali superano i confini nazionali. Le percentuali mostrano una netta incidenza dell’utilizzo di tale strumento in ambiti nei quali ne è stato incentivato l’impiego da parte della PA (71% per il pagamento di imposte o Iva, 54% per i pagamenti online e le operazioni finanziarie). Dalla ricerca dell’Enterprise Europe Network risulta, ad ogni modo, ancora debole il settore dei rapporti tra le imprese, ambito nel quale non si supera il 13%.

Da qui, una riflessione sulle strategie per ottenere la diffusione della firma elettronica nell’area europea: il rilascio di certificati validi nell’area UE, così come l’identificazione di standard univoci per la creazione e il rilascio dei certificati potrebbe apportare una fiducia diffusa e rapporti transfrontalieri tra Pmi più agevoli e sicuri.

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