regolamento eidas firma digitale

Regolamento eIDAS e firma digitale: l’articolo 34 e la conservazione digitale


Regolamento eIDAS e firma digitale: l’articolo 34 e la conservazione digitale



Uno scenario ancora in evoluzione che potrà apportare delle modifiche sostanziali nella gestione non solo dei documenti ma anche dell’identità digitale a livello europeo. Le implicazioni sono tante, i cambiamenti ancora in corso ma c’è già una base dalla quale partire.

Il mondo digitale è sempre in costante trasformazione. Così come sono ancora tanti i temi aperti da trattare. Uno di questi riguarda la conservazione di lungo termine delle firme digitali. Al riguardo, l’articolo 34 del regolamento eIDAS rappresenta la base dalla quale partire.

Temi

Cos’è l’eIDAS

Emanato il 23 luglio 2014 e pienamente efficace dal 1° luglio 2016, eIDAS sta per electronic IDentification Authentication and Signature. Si tratta dell’acronimo con il quale s’indica il Regolamento UE n° 910/2014 sull’identità digitale. Lo scopo di tale regolamento è dare regole certe e, soprattutto, condivise per la gestione dell’identità digitale.

eIDAS: regole comunitarie per la gestione dell’identità digitale

In pratica, questo regolamento fissa la base normativa comunitaria per i servizi fiduciari e i mezzi di identificazione elettronica degli stati membri in merito alle “relazioni elettroniche” che possono instaurarsi tra imprese, cittadini e pubblica amministrazione.

Cosa regola

Aidas

Il Regolamento è molto articolato e complesso. Comunque, semplificando, è possibile dire che l’eIDAS stabilisce:

  • Le condizioni e le norme alle quali gli Stati membri devono attenersi per quanto riguarda i mezzi di identificazione elettronica delle persone fisiche e giuridiche;
  • Le norme per quanto riguarda i servizi fiduciari (si tratta di servizi che vengono erogati da un fornitore: ne sono esempio, come si può leggere sul sito dell’AgID, creazione e convalida firme elettroniche, creazione e convalida certificati di autenticazione di siti web, conservazione di firme);
  • Il quadro giuridico su “firme elettroniche, sigilli elettronici, validazioni temporali elettroniche, documenti elettronici, servizi elettronici di recapito certificato, servizi relativi ai certificati di autenticazione di siti web”.

Identità digitale e SPID

Tutto questo si ricollega a due concetti che, già adesso ma soprattutto nei prossimi anni, avranno un ruolo sempre più fondamentale.

  • Identità digitale. È data dall’insieme delle informazioni su una data persona che è reperibile all’interno di un sistema informatico. L’esempio più semplice e immediato è dato dai social network.
  • SPID. Il Sistema pubblico d’identità digitale è uno dei sistemi informatici che contengono informazioni personali su un dato individuo. Registrandosi sul sito it, un cittadino può gestire tutte le proprie comunicazioni da e verso la pubblica amministrazione.

Firme elettroniche

Il regolamento eIDAS prevede norme e indicazioni per la gestione di tre tipologie di firme elettroniche. In linea generale, la firma elettronica può essere intesa come un insieme di informazioni in formato digitale. Informazioni che possono essere accluse o connesse ad altri dati elettronici.

Firma elettronica semplice

La firma elettronica semplice è la prima tipologia. Pur funzionando come abbiamo appena descritto, la firma elettronica semplice non ha valore legale.

Firma elettronica avanzata

Si tratta di una firma elettronica che deve presentare quattro requisiti fondamentali:

  1. Connessione univoca con il firmatario: una firma digitale per una sola persona;
  2. Identificazione univoca con il firmatario: la firma digitale deve essere “personale”;
  3. Utilizzo esclusivo da parte del firmatario: questo requisito è garantito dall’utilizzo di dati con un elevato livello di sicurezza;
  4. Collegamento ai dati sottoscritti: in questo modo, l’identificazione può avvenire anche in ogni successiva modifica di dati.

Firma elettronica qualificata

In aggiunta alle caratteristiche già elencate per la firma elettronica avanzata, una firma elettronica qualificata deve anche essere:

  • Creata su un dispositivo qualificato per la realizzazione di questa tipologia di firma;
  • Basata su un certificato elettronico qualificato.

Non discriminazione

Il regolamento eIDAS introduce anche un altro concetto: la non discriminazione del documento digitale rispetto al documento cartaceo. Quindi, a patto che sia firmato seguendo le norme e le indicazioni date, un documento digitale ha esattamente lo stesso valore di un documento cartaceo.

Non discriminazione

L’articolo 34

Adesso si entra nel cuore della questione. Il paragrafo 1 dell’articolo 34 del regolamento eIDAS riporta testualmente:

Un servizio di conservazione qualificato delle firme elettroniche qualificate può essere prestato da un prestatore di servizi fiduciari qualificato che utilizza procedure e tecnologie in grado di estendere l’affidabilità della firma elettronica oltre il periodo di validità tecnologica.

Le implicazioni sono importanti. Non si sta, infatti, parlando di conservazione di documenti ma di conservazione delle firme digitali.

Conservazione dei certificati delle firme digitali

Perché procedere con la conservazione dei certificati delle firme digitali utilizzando le stesse modalità che valgono, tout court, per i documenti? I vantaggi che questa soluzione può apportare sono indubbi. Vantaggi che possono essere riassunti in una sola parola: protezione.

  • Protezione della scadenza dei certificati. La scadenza di un certificato può avere diverse conseguenze negative.
  • Protezione da debolezze crittografiche. La crittografia è una forma di tutala della firma digitale e la conservazione digitale è una forma di protezione in più.
  • Protezione delle tecnologie utilizzate. Le tecnologie utilizzate per la creazione di una firma elettronica o la sottoscrizione di un documento potrebbero essere minate da problemi o malfunzionamenti.

Grazie alla conservazione digitale, si può evitare tutto questo.

Firma digitale AgID

La creazione e la gestione di una firma digitale può essere richiesta affidandosi a uno dei prestatori di servizi fiduciari qualificati dall’AgID. In questo modo, è garantito che la firma digitale rispetti esattamente tutte le caratteristiche richieste dal regolamento eIDAS.

La conservazione digitale

Quindi, la conservazione dei certificati delle firme digitali non solo garantisce numerosi vantaggi ma permette anche di evitare possibili inconvenienti. A patto, però, che sia svolta secondo tutti i criteri e nel rispetto della normativa. Ecco perché bisogna eseguirla nel pieno rispetto delle norme e dei requisiti essenziali della conservazione digitale.

L’insieme di procedure e tecnologie, proprio come se si trattasse di un documento, deve garantire:

  • Accessibilità;
  • Utilizzabilità;
  • Autenticità;

della firma digitale conservata.

Area Editoriale

AREA EDITORIALE

Una raccolta di articoli per chi vuole approfondire il mondo della gestione delle informazioni e della digitalizzazione.