I workflow dei processi di business sono spesso un ricettacolo di inefficienze e, per ottimizzarli, è bene analizzarli con attenzione  per operare “chirurgicamente” e renderli efficienti e fluidi.

Ecco 5 step per una semplice ed efficace operazione di auditing, a caccia delle aree di miglioramento:

  1. Mappare i processi – analizzare e schematizzare i workflow interni per ciascun processo di business è necessariamente la fase iniziale della nostra opera di ottimizzazione. In alcuni casi può bastare la visualizzazione del processo per individuare e abbattere le cause d’inefficienza, facendo guadagnare all’impresa fino al 20% in più d’efficienza. Utilizzare termini standard per ciascuna fase dei processi ci aiuterà a renderli intellegibili a colpo d’occhio e sinottici. Così come potrebbe aiutarci la compilazione di una flow chart.
  2. Eliminare le ridondanze – un’organizzazione efficiente è un’organizzazione lean, nella quale vengono eliminati tutti gli eccessi, le ridondanze, gli sprechi. Intervenire sulle ridondanze significa snellire i workflow revisionando i processi antieconomici che aggiungono lavoro e costi senza apportare benefici all’azienda.
  3. Sottrarre ciò che è moltiplicato – soprattutto nelle organizzazioni complesse, l’analisi dei workflow di business potrebbe portare a scoprire processi duplicati: lo stesso lavoro svolto da due dipartimenti differenti. La mancanza di comunicazione interna è tra le cause più frequenti di inefficienza.

Il lavoro di analisi e ottimizzazione dei processi di business aziendali deve essere supportato da strumenti di analisi altamente affidabili che possano fornire report sempre aggiornati sull’andamento dell’impresa, ma anche strumenti di supporto alle decisioni manageriali, come può essere una piattaforma di Business Intelligence.

Continuate a leggere l’approfondimento di Bucap per scoprire gli ultimi due step che ci porteranno a ottimizzare i processi di business per renderli sempre più efficienti.