1

La conversione a Microfilm garantisce un documento per 500 anni

Il processo di microfilmatura o di conversione a microfilm dei documenti è il processo di conservazione dai risultati più longevi. La durata dei documenti riportati in microfilm può giungere fino a 500 anni rispetto ai 20 della conservazione digitale, per esempio. Per questo la microfilmatura è un’attività molto legata alla conservazione non solo dei beni fiscali o giuridici di elevatissima importanza, come per esempio degli atti notarili, ma anche dei beni culturali.

Certamente la resa in versione ottica tramite conversione a microfilm causa una limitata accessibilità al documento rispetto ad una conversione in digitale dello stesso ma quando si parla di conservazione il mezzo va misurato allo scopo. In genere, infatti, la conversione dei documenti in formato digitale viene utilizzata per i file che occupano la parte dell’archivio corrente o dell’archivio di deposito: si tratta infatti di documenti che necessitano di spesso di consultazione e controllo per cui devono godere di un’accessibilità massima.

Una volta che questi documenti passano invece all’archivio storico, la parte dell’archivio destinata alla pura conservazione e alla memoria, allora essi trovano migliore vita nella conversione a microfilm che ne garantisce la longevità sopra ogni altra cosa.

Questo è il metodo adottato per la conservazione di moltissimi documenti e testimonianze storiche. Un esempio ne sono le pergamene di Messina, la cui conversione in microfilm ne ha permesso la conservazione in sede e la restituzione dell’originale a Siviglia; grazie a questa conversione a microfilm le pergamene sono ora costantemente a disposizione del pubblico con lo scopo di mantenere viva la memoria storica cittadina.

Approfondimenti
Conversioni a Microfilm

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *