Come funziona Alfresco? Nonostante questo ECM open source abbia basato il proprio successo e la propria diffusione proprio grazie alla sua semplicità e alla rapidità d’implementazione nei sistemi aziendali, la domanda è più che lecita.
Dopo aver visto cos’è un ECM e, nello specifico, cos’è Alfresco, andiamo ora a vedere come si utilizza nel concreto e quali siano alcune tra le sue funzioni.
Con Alfresco è possibile gestire ogni tipo di contenuto digitale, arricchirlo di informazioni aggiuntive (metadati) attraverso un modello di dati flessibile e metterlo in sicurezza.
L’accesso al sistema funziona grazie all’attribuzione di diversi ruoli (coordinator, collaborator, contributor, editor e consumer) che hanno privilegi differenziati nella gestione di contenuti e degli account.
Il coordinator, ad esempio, è il ruolo apicale. Egli può creare nuovi account, editare le proprietà dei contenuti, editare e aggiungere nuovi contenuti e avere una visione globale della produzione. L’editor, invece, può solo editare e aggiornare i contenuti e le loro proprietà.
I contenuti vengono archiviati e vengono resi disponibili (a chi ha i giusti privilegi) tramite un sistema di cartelle, un sistema di tagging, una categorizzazione o filtri impostati dall’utente.
Una funzione fondamentale di Alfresco è la gestione delle versioni di un documento: ogni modifica viene conservata, tracciata e imputata a un revisore e a un editor. Inoltre ogni contenuto può essere arricchito dai commenti dei vari revisori o degli editor che hanno contribuito alla sua produzione.
Continuate a seguire gli approfondimenti di Bucap per leggere la seconda parte della mini-guida: “Alfresco: come funziona?”.