La conservazione a lungo termine è una questione sorta con la constatazione che i supporti ottici informatici, così come le informazioni e i documenti a essi affidati, non godono di vita eterna. L’usura dei materiali non riguarda, infatti, solo i supporti analogici quale può essere il classico foglio di carta. Un hard disk, così come un CD e un DVD, sono sottoposti a sollecitazioni meccaniche e fisiche e sono soggetti a perdite d’informazioni in periodi medio-lunghi. Bisogna aggiungere a ciò l’obsolescenza degli strumenti informatici, dei supporti e della tipologia di file; elementi che possono rendere inaccessibili nel tempo i documenti conservati.

Soprattutto nel caso in cui istituzioni o fondazioni si trovino nella situazione di dover conservare beni e documenti di interesse comune e diffuso, dovranno poter contare su sistemi di conservazione a lungo termine che permettano, allo stesso tempo, di poter accedere all’opera o al documento di valore e alle informazioni in esso contenute.

Una risposta a tale esigenza viene dalla microfilmatura. Attraverso la creazione di immagini ad altissima definizione del documento originale, il microfilm permette la creazione di un archivio ampiamente fruibile e, allo stesso tempo, longevo. E, quando si parla di conservazione a lungo termine, per la microfilmatura si fa riferimento a periodi che si aggirano attorno ai 500 anni.

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