smart working per le aziende

Smart working per le aziende: soluzioni per innovare e crescere


Smart working per le aziende: soluzioni per innovare e crescere




Crescere significa innovare. Innovare per essere al passo con i tempi, migliorare l’efficienza e non perdere competitività nel mercato del lavoro. Il cambiamento richiede pianificazione, attenzione, impegno. E per semplificare il processo, basta rivolgersi ai professionisti del settore.

Lo smart working è una realtà in molte aziende. Una realtà in crescita, in fase di diffusione. I vantaggi sono tanti e indiscutibili. Basta dotarsi di workflow e tecnologie adeguate.

Temi:

La diffusione dello smart working

Lo smart working è ormai una realtà. Una realtà che le aziende non possono e, a dire il vero, non vogliono ignorare. I vantaggi del lavoro agile, come già detto, sono sotto gli occhi di tutti. Al riguardo, persistono ancora alcune remore. Le quvali, con un piccolo aiuto, possono essere superate.

Grandi imprese

In Italia, le più ricettive a implementare lo smart working sono, in assoluto, le grandi imprese. Il 58% del totale, infatti, ha avviato al suo interno progetti di lavoro intelligente, con grande soddisfazione sia dei dipendenti sia del management. Va anche considerato un 7% che ha comunque avviato delle iniziative informali.

Tra le restanti grandi imprese italiane, quasi tutte manifestano grande interesse per lo smart working (con la sola eccezione di uno sparuto 8% che non prende in considerazione l’eventualità del lavoro agile).

Piccole e medie imprese (PMI)

Le piccole e medie imprese italiane, invece, dimostrano un atteggiamento ambivalente nei confronti dello smart working.

  • Da un lato, si registra (sul 2019 rispetto al 2018) una significativa crescita del 4% di PMI che hanno implementato lo smart working e del 2% di PMI che hanno implementato progetti informali.
  • Dall’altro, il 51% delle PMI dichiara di non aver alcun interesse a implementare un programma di smart working (nel 2018 la percentuale era del 38%, quindi in netta crescita).

Nel complesso, il 12% delle PMI adotta programmi di smart working e il 18% adotta programmi informali di lavoro agile.

Pubbliche amministrazioni

La crescita più significativa si riscontra nel settore pubblico. Infatti, la percentuale di pubbliche amministrazioni che adotta programmi di smart working è passata dall’8% del 2018 al 16% del 2019. Numeri ai quali bisogna aggiungere il 7% delle PA che hanno deciso di adottare iniziative informali di smart working.

Dati: Osservatorio smart working della School of management del Politecnico di Milano (Novembre 2019)*

I vantaggi dello smart working

I dati, indipendentemente dai valori e dai casi specifici, parlano chiaro: in Italia c’è un interesse sempre maggiore verso le iniziative di smart working. Il perché è facile da intuire: il lavoro agile comporta non pochi vantaggi sia per i dipendenti sia per l’azienda/impresa/pubblica amministrazione.

Vantaggi per i dipendenti Maggiore flessibilità nella gestione dell’orario di lavoro.
Possibilità di poter coniugare meglio vita privata ed esigenze lavorative.
Minore stress (legato, principalmente, agli spostamenti verso e da lavoro).
Aumento della produttività grazie a maggiore serenità e meno stress.
Maggiore consapevolezza del proprio lavoro.
Vantaggi per le aziende Riduzione dei costi, principalmente dovuti ai minori consumi (energia elettrica, acqua, eccetera).
Risorse maggiormente coinvolte nei processi lavorativi e soddisfatte del lavoro.
Aumento della produttività delle risorse.
Incremento di brand awareness (un’azienda che fa smart working è percepita in maniera positiva).
Possibilità di assumere professionisti qualificati, interessati a lavorare in un ambiente smart, dinamico e innovativo.

E questi sono solo i motivi principali che dovrebbero spingere verso l’adozione di un programma di smart working.

Smart working: come fare e come funziona

Come funziona lo smart working? Come fare per implementarlo in maniera efficace? Domande di fronte alle quali qualsiasi azienda si troverà se sta pensando di implementare il lavoro agile. Le risposte, come è facile intuire, sono alquanto articolate.

Semplificando e schematizzando, per implementare lo smart working bisogna:

  • Conoscere la normativa di riferimento. Il lavoro agile è regolato da una normativa ben precisa che ne delimita il campo d’azione. Mentre le modalità specifiche con le quali lo smart working si esplica devono essere definite in un accordo scritto tra dipendente e datore di lavoro.
  • Formare i dipendenti. I dipendenti, affinché il lavoro agile possa dare i suoi frutti, devono essere adeguatamente formati, ad esempio sulle modalità di comunicazione. Un buon modo per riuscirsi è comunicare internamente dei consigli per lavorare in smart working.
  • Riorganizzare i workflow. I flussi, ad esempio il workflow documentale, vanno necessariamente ripensati e adattati alle nuove modalità introdotte dal lavoro in smart working.
  • Adottare strumenti per lo smart working. Lo smart working richiede l’adozione di specifici strumenti che semplifichino, ad esempio, le comunicazioni tra le risorse, la condivisione di documenti/informazioni e il lavoro collaborativo.

I professionisti dello smart working

Esperienza e competenze: c’è bisogno anche (se non soprattutto) di questo per implementare un programma di smart working, per rivedere i flussi lavorativi, per adottare i necessari strumenti tecnologici. Dal momento che il lavoro agile è una realtà relativamente nuova, spesso nelle aziende mancano proprio l’esperienza e le competenze necessarie.

La soluzione c’è ed è semplice: rivolgersi ai professionisti del settore, che sapranno indirizzare e consigliare per il meglio l’azienda nel processo che porta al lavoro agile.

Bucap: soluzioni per lo smart working

* Si è scelto di riportare dati di fine 2019 per restituire una panoramica generale che non risentisse dell’emergenza Coronavirus/Covid-19.


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