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Come fare e come funziona lo smart working: tutte le info più importanti


Come fare e come funziona lo smart working: tutte le info più importanti



La diffusione massiccia del lavoro agile promette di essere un cambiamento che rivoluzionerà il modo di lavorare. Bisogna farsi trovare pronti. E avere tutte le informazioni necessarie.

Cos’è lo smart working è una delle domande più comuni di questo periodo. Allo stesso modo, aziende e pubbliche amministrazioni, così come i rispettivi dipendenti, cercano informazioni su come funziona e come fare per implementare il lavoro agile nel rispetto dei diritti del lavoratore e della normativa di riferimento.

Ecco quali sono le cose più importanti da sapere in merito.

Temi:

Normativa

Il principale riferimento normativo sullo smart working è rappresentano dalla legge 22 maggio 2017, n. 81, “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, in particolare gli articoli dal 18 al 24.

Da citare il comma 1 dell’articolo 18, che definisce lo smart working come:

Modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Altro importante riferimento normativo sullo smart working è il D.P.C.M. 11 marzo 2020. In particolare, come recita l’articolo 1, comma 7, lettera a:

In ordine alle attività produttive e alle attività professionali si raccomanda che sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza.

Quindi:

  • Il lavoro agile è previsto dalla normativa italiana;
  • Lo smart working non è strettamente obbligatorio ma raccomandato;
  • Per alcune categorie (es. persone con disabilità o che hanno a carico familiari con disabilità), la richiesta di lavorare in smart working deve essere considerata in via prioritaria.

Come attivarlo

Per il dipendente

Benché vi faccia già chiaro accenno il già citato articolo 18 comma 1, la legge 22 maggio 2017, n. 81 specifica ulteriormente questo punto nel comma 1 dell’articolo 19:

L’accordo relativo alla modalità di lavoro agile è stipulato per iscritto ai fini della regolarità amministrativa e della prova, e disciplina l’esecuzione della prestazione lavorativa svolta all’esterno dei locali aziendali, anche con riguardo alle forme di esercizio del potere direttivo del datore di lavoro ed agli strumenti utilizzati dal lavoratore. L’accordo individua altresì i tempi di riposo del lavoratore nonché le misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro.

Da questo passaggio emerge che:

  • La possibilità di lavorare in smart working è sempre un accordo stipulato per iscritto tra il datore di lavoro e il dipendente;
  • Il datore di lavoro deve indicare al dipendente le modalità con le quali il lavoro può essere svolto in smart working;
  • Il datore di lavoro deve dare al dipendente tutti i necessari strumenti tecnologici per permettergli di lavorare in smart working.

Per l’azienda/datore di lavoro

L’azienda o, in generale, il datore di lavoro che ha sottoscritto accordi di smart working con i propri dipendenti deve inviare tali accordi sottoscritti al Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Nell’invio dell’accordo individuale, devono essere riportati:

  • Dati del datore di lavoro;
  • Dati del dipendente;
  • Tipologia di lavoro agile;
  • Durata del lavoro agile.

L’azienda/datore di lavoro può procedere all’invio degli accordi individuali tramite il portale:

Servizi.lavoro.gov.it

Per farlo, bisognerà avere uno SPID o delle credenziali di accesso al portale dei servizi del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Regole e strumenti

Regole

A questo proposito, bisogna chiarire tre aspetti:

  • Se per “regole” si intente “leggi”, allora si faccia riferimento alle due principali normative in merito, ovvero ai già citati D.P.C.M. 11 marzo 2020 e D.P.C.M. 11 marzo 2020;
  • Se per “regole” si intende “modalità di lavoro”, queste sono sempre frutto di un accordo, tra dipendete e datore di lavoro, che garantisca l’erogazione del servizio e tuteli i diritti della risorsa (due, in particolare, si vedranno più avanti);
  • Se per “regole” si intende “gestione della giornata di lavoro”, in questo caso ci sono degli utili consigli per lavorare in smart working che ogni datore di lavoro dovrebbe condividere internamente con i propri dipendenti.

Strumenti

Come la stessa normativa di riferimento chiarisce, il lavoro in smart working non può prescindere dall’adozione di strumenti che garantiscano, principalmente, lo svolgimento dell’attività, la comunicazione e la collaborazione, anche a distanza, tra i dipendenti. Strumenti che devono essere affidabili e altamente professionali.

Approfondimento: Smart working: gli strumenti e le soluzioni per lavorare da casa

Retribuzione

Al riguardo, l’articolo 20 comma 1 del D.P.C.M. 11 marzo 2020 è chiarissimo:

Il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato […] nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda.

In altre parole, un accordo di smart working non prevede né la maggiorazione né, soprattutto, la diminuzione del compenso percepito per svolgere le medesime attività che si svolgeva nella sede di lavoro.

Quanti giorni a settimana e orario di lavoro

I giorni della settimana durante i quali si può lavorare in smart working sono frutto dell’accordo tra dipendente e datore di lavoro: può essere un solo giorno o tutta la settimana lavorativa; da questo punto di vista, non ci sono vincoli o indicazioni particolari.

Nel rispetto delle ore massime di lavoro svolgibili in un giorno, lo smart working non prevede precisi vincoli di orario (come chiaramente scritto nel già citato articolo 18, comma 1 della legge 22 maggio 2017, n. 81). Il lavoro agile, infatti, viene organizzato per “fasi, cicli e obiettivi”.

A chi rivolgersi

Rispetto della normativa, adozione di tecnologie specifiche e professionali, adattamento dei workflow lavorativi: ecco di cosa hanno bisogno le aziende e le pubbliche amministrazioni che stanno pensando allo smart working.

Per evitare problemi, meglio affidarsi ai professionisti del settore:

Bucap: soluzioni per lo smart working

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