Il declino e la caduta dell’Impero Romano, con lo sfaldamento delle istituzioni e delle infrastrutture sociali che avevano caratterizzato la cultura occidentale per diversi secoli, segnano anche profondi cambiamenti nella storia degli archivi. Venendo meno l’organizzazione burocratica dell’impero e la direzione centrale per la definizione dei protocolli amministrativi, la produzione documentaria diminuì bruscamente.

Se, da una parte, la produzione e la relativa archiviazione dei documenti pubblici e amministrativi si ridusse, le gesta municipalia, quale produzione di atti di diritto privato, continuarono a svolgere il loro ruolo di regolazione della sfera pubblica. Gli exceptores e i tabularii vennero sostituiti, quali certificatori della fede pubblica, dai notari.

Durante l’Alto Medioevo la funzione d’archivio rientrò nella sfera spirituale, abbandonando la laicità acquisita nella storia della Roma antica, ma senza le implicazioni trascendenti e sacrali degli archivi greci. Le chiese e le abbazie assunsero il compito di mantenere salda un’istituzione archivistica di conservazione, catalogazione e cura dei documenti raccolti nel corso dei secoli.

Oltre a sostituire le funzioni pubbliche degli archivi ufficiali dell’impero, gli archivi ecclesiastici dell’Alto Medioevo hanno permesso la trasmissione, fino ai nostri giorni, di testi di fondamentale importanza per la cultura occidentale che, altrimenti, sarebbero andati perduti. Da quella competenza millenaria nella gestione degli archivi e dei documenti, consolidatasi durante l’Alto Medioevo, oggi la Chiesa può contare su una delle raccolte documentali più nutrite di tutta la storia degli archivi. Un insostituibile patrimonio di tutta l’umanità.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *