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Archivio e biblioteca, similitudini e differenze

Ad una prima analisi superficiale, archivio e biblioteca potrebbero sembrare qualcosa di molto simile. Eppure, esistono differenze sostanziali che fanno, di queste tipologie di raccolte, due entità ben distinte tra loro.

L’equivoco può nascere dal fatto che in entrambi i casi si tratta di conservazione documentale, spesso in un unico ambiente strutturato per facilitare la reperibilità del materiale scrittorio conservato.

A differenza di una biblioteca, però, l’archivio si configura come complesso strutturato che risponde a logiche di ordinamento secondo i vincoli che legano i singoli documenti. La biblioteca è, d’altra parte, una raccolta di testi e documenti non necessariamente legati da vincoli di natura autoriale, storica o funzionale.

La netta distinzione tra archivio e biblioteca inizia a delinearsi con l’avvento dell’archivistica moderna e con la diffusione delle logiche di ordinamento documentale ad essa collegate.

Giorgio Cencetti, nel 1937, ha identificato alcune differenze fondamentali tra le due entità. Secondo il suo approccio, i legami tra i singoli documenti che formano una biblioteca non sono legami costitutivi della conservazione documentale. Caratteristica che contraddistingue, invece, un archivio il quale, ontologicamente, richiede legami significativi tra documenti che, presi singolarmente, perdono il loro senso.

Secondo Elio Lodolini, archivi e biblioteca sono agli antipodi sotto l’aspetto ontologico, teorico e metodologico. L’ordinamento di un archivio, infatti, non ha nulla  a che vedere con il metodo con il quale si procede alla sedimentazione del materiale bibliografico.

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