L’ex convento dei monaci celestini, dove oggi trova sede l’Archivio di Stato di Bologna, custodisce un grande patrimonio documentale con raccolte che partono dal medioevo fino ad arrivare ai nostri giorni. Un mosaico di atti, carteggi e documenti istituzionali che compongono gli oltre 5.000 fondi archivistici e che raccontano la complessa storia di Bologna.

L’istituzione dell’Archivio di Stato di Bologna è datata 1874, a seguito di un’ intensa discussione non solo sull’opportunità di raccogliere in un unico luogo un grande volume di documenti provenienti da tutto il territorio urbano, ma anche sulla sede più adeguata da assegnare all’Istituto e sul tipo di strutturazione da dare all’archivio. Contributo fondamentale all’ordinamento del patrimonio venne fornito da Carlo Malagola, divenuto nel 1882 secondo direttore dell’Archivio di Stato di Bologna. Nella struttura improntata da Malagola, si cercò di mantenere il più possibile la situazione originaria dei documenti che vennero ricondotti alla loro storia di produzione, sposando appieno il metodo storico istituzionale.

Per rendere più agevole la fruizione dei propri documenti, negli ultimi anni l’Archivio di Stato di Bologna ha avviato un’attività di digitalizzazione dei principali fondi conservati, offrendo le immagini acquisite alla consultazione online a disposizione di studiosi, professionisti e curiosi.

Per maggiori informazioni sull’Archivio di Stato di Bologna, visitate la pagina ufficiale dell’Istituto.