Nel 1852, quando la Toscana era un Granducato, nacque con il nome di Direzione centrale degli archivi di Stato, con sede negli Uffizi, quello che diverrà l’Archivio di Stato di Firenze. In questa prima opera di accentramento archivistico, tale fondazione svolse il compito di raccogliere i documenti precedentemente conservati in vari archivi delle principali istituzioni pubbliche.

Durante l’Unità d’Italia, come tutti gli Archivi di Stato anche quello di Firenze assunse il ruolo di archivio storico, il che comportò un grande afflusso di documenti da molti uffici amministrativi, tra cui le impegnative raccolte degli Uffizi.

La nuova funzione richiese l’adeguamento della sede, a tal proposito seguirono diverse problematiche e polemiche che si conclusero con più di un decennio di lavori (1975-1989) per l’edificazione di una nuova struttura.

L’attuale edificio dell’Archivio di Stato di Firenze è il frutto di un progetto diretto dall’architetto fiorentino Italo Gamberini. Le sue mura, esteticamente criticate da molti, conservano un tesoro d’inestimabile valore storico, artistico, culturale, archivistico e documentale. Un patrimonio di 75 km lineari di documenti e 600 fondi (comprendendo anche il deposito sussidiario di Sesto Fiorentino) che attrae studiosi da tutto il mondo. La straordinaria varietà della natura e delle tipologie dei documenti rendono l’Archivio di Stato di Firenze uno dei più ricchi d’Italia.

L’Archivio di Stato di Firenze è un punto di riferimento per la storia dell’ archivistica italiana anche perché, come negli altri 17 Archivi di Stato, è attiva la Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica.

Per scoprire di più sull’Archivio di Stato di Firenze, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale dell’Istituto. Continuate a leggere i nostri approfondimenti per conoscere gli altri archivi storici italiani di maggiore rilevanza.