Di primati nella storia dell’archivistica, l’Archivo General de Simancas ne può vantare più di uno. Ad oggi è uno tra i più antichi archivi al mondo ancora operativi. Fu istituito dal segretario di Carlo V Francisco de Los Cobos, nel 1540. La scelta della localizzazione dell’imponente archivio ricadde sulla città castigliana di Simancas, allora prossima ai centri del potere amministrativo dell’impero (Valladolid).

L’archivio venne ospitato, inizialmente, dai locali della torre del castello di Simancas, espropriato agli Henriquez dal monarca.

Il vero fautore dell’importanza archivistica dei fondi lì conservati fu, tuttavia, Filippo II. Nel 1572 egli volle trasformare il castello in un edificio espressamente dedicato a fini archivistici (il primo di tal natura in età moderna) e, nel 1588, ratificò il primo regolamento archivistico noto.

L’archivio conserva i documenti degli organi di governo della monarchia spagnola dal 1475 al 1834: è considerata la raccolta più completa ed omogenea della memoria storica di un paese nel periodo compreso tra il XVI e il XVIII secolo.

Ad oggi, l’Archivio generale di Simancas conta oltre dodicimila metri lineari di documenti archiviati ed è dotato di una biblioteca specializzata con più di ventiduemila volumi.

Simancas fu creato nel secolo VXI per conservare i documenti prodotti dagli organi centrali di governo della monarchia spagnola; per questo è logico che i fondi dell’archivio riflettano la struttura amministrativa dal regno dei re cattolici (fine secolo XV) fino alla caduta dell’Antico Regime (inizi secolo XIX).

In questo periodo di largo respiro si distinguono due epoche: quella degli Asburgo (XVI-XVII) e quella dei Borbone (XVIII); di conseguenza i fondi sono suddivisi in due grandi blocchi che rispecchiano le due epoche.

L’Archivio di Stato di Simancas  possiede serie archivistiche di particolare interesse per l’Italia: Secretaría de EstadoSecretarías provincialesVísitas de Italia.

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