Dopo aver visto qual è stato il contributo italiano all’archivistica nella storia, con il principio di pertinenza, passiamo a un altro fondamentale metodo di riordino: il principio di provenienza.

A fine Settecento, per superare i limiti del metodo peroniano ( principio di pertinenza), venne messo a punto il principio di provenienza. Quest’ultimo venne applicato dapprima dalla Commissione per l’Ordinamento degli Archivi Camerali danese e successivamente in Germania a seguito dell’approvazione dell’Accademia di Berlino; in breve tempo il principio di provenienza divenne il metodo di gestione archivistica più diffuso.

A differenza del metodo peroniano, la logica della provenienza non attentava all’unità organica del patrimonio archivistico ed era ispirata dal tentativo di trovare una metodologia universalmente valida per il miglior ordinamento di un archivio. I fondi, in base a tale principio, dovevano mantenere la loro unitarietà, dando una priorità a una classificazione basata sull’individuazione dell’ente produttore.

Con il principio di provenienza archivistica si iniziano a gettare le basi di quel complesso normativo e di buone prassi che regolano l’archivistica contemporanea e le logiche di gestione documentale (si pensi, ad esempio, al protocollo informatico).

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