Nella storia degli archivi durante il periodo della Roma antica, si può individuare il momento della costituzione di un archivio inteso come edificio dedicato espressamente alla conservazione dei documenti.

Siamo nel 78 a.C., nel centro di Roma. L’archivio fu costruito su commissione di Quinto Lutazio Catulo sul colle capitolino. Il Tabularium, la cui struttura è ancora visibile tra i resti del Foro Romano, divenne la prima sede laica di un archivio di utilità pubblica per la raccolta di atti, quali gli attestati degli Edili e la conservazione dei documenti del Censo.

Nell’ambito del Tabularium operavano i professionisti specializzati nella redazione dei contratti: i tabularii. I tabularii operavano, supervisionati dal Magister census, in qualità di notai e contabili e si distinguevano dai tabelliones per il fatto che a questi ultimi non era dato di svolgere funzione pubblica legata alla redazione e alla conservazione dei documenti, ai quali era riconosciuto valore ufficiale. Con il tempo le leggi romane fanno assurgere a valore di pubblica ufficialità anche documenti precedentemente affidati ai rapporti tra privati come, ad esempio, i testamenti e le gesta. Documenti che vengono affidati, anch’essi, al Tabularium.

L’utilità dell’istituto dell’archivio ufficiale di stato diventa presto una necessità amministrativa a ogni livello di governo dell’Impero romano. Nella storia di Roma antica, nei primi secoli dopo Cristo, gli archivi diventano un’istituzione ufficiale in tutto il territorio dell’Impero.

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