Digital Transformation, il futuro della produttività digitale
Negli ultimi anni il termine Digital Transformation è arrivato raccogliere in sé vari significati tra cui, innovazione, tecnologia, investimenti e competitività. Sulla scia di quanto accaduto durante la pandemia e, quindi, come risposta allo stato di emergenza, la Digital Transformation ha subito una forte accelerazione, soprattutto in termini di implementazione delle tecnologie più innovative presenti sul mercato.
Ma l’implementazione di per sé non basta se non è accompagnata dall’introduzione di un nuovo modo di approcciarsi al Digitale e di utilizzarlo a livello aziendale. Per questo motivo, Digital Transformation è anche Cultura Digitale, vale a dire acquisizione di nuove competenze e ripensamento di interi processi aziendali.
In questi anni, quindi, gli sforzi delle aziende si sono concentrati nella prima fase del processo di Digital Transformation, ovvero la fase dell’implementazione.
A questa fase seguirà l’operatività: fase in cui le tecnologie digitali rappresenteranno il motore sostenibile di prosperità economica per quelle aziende che avranno saputo interpretare al meglio la Digital Transformation.
In questo articolo scopriremo::
- Fase due della Trasformazione Digitale: tecnologie e modelli di business
- Fase due della Trasformazione Digitale: Big Tech e resilienza
- Come prepararsi alla nuova era della produttività digitale
Fase due della Trasformazione Digitale: tecnologie e modelli di business
Siamo agli inizi di una nuova era della produttività digitale. Secondo gli esperti del Gartner Research Board è ormai tutto pronto per l’inizio della fase due della Digital Transformation. Se, infatti, la prima fase è stata caratterizzata dalla crescita dell’importanza delle nuove tecnologie nei settori più tradizionali, la seconda fase metterà tali tecnologie in opera.
Pertanto, le tecnologie ormai capillari, passeranno in secondo piano in termini di hype, ma non di rilevanza. Infatti, saranno sempre più richieste alle aziende operanti nell’IT prodotti e soluzioni efficienti e altamente performanti, in grado di rispondere al bisogno crescente dei consumatori di ridurre i malfunzionamenti e le latenze della tecnologia.
Una considerazione simile può essere fatta anche con il business digitale: sempre più diffuso e parte integrante dell’azienda, non avrà più il ruolo di abilitatore, ma rappresenterà un ulteriore ambito di competizione tra aziende, come, ad esempio le reti di distribuzione o i beni capitali.
Fase due della Trasformazione Digitale: Big Tech e resilienza
Se negli ultimi due decenni a dominare la scena tecnologica sono stati pochi colossi del settore, nella fase due, grazie alla frammentarietà e alla verticalizzazione del mercato, oltre ad azioni antitrust, di cui siamo già testimoni, ciò non sarà più possibile.
Sarà la conoscenza del proprio contesto a rappresentare un fattore cruciale per il successo delle aziende, soprattutto per quelle capaci di combinare al meglio l’esperienza tecnologica con questa consapevolezza. Man mano che le tecnologie di radicano nelle operazioni governative e aziendali, nelle infrastrutture e più, in generale, nella nostra quotidianità, aumentano i rischi legati a una cattiva gestione.
L’attenzione all’ottimizzazione e all’efficienza, all’interno delle aziende e tra di esse, ha generato di conseguenza un’interdipendenza economica globale che può causare profondi shock.
Per questo, oltre all’efficienza, la resilienza, ovvero la capacità di sopravvivere a uno shock, riprendersi e crescere rapidamente in seguito, diventa un fattore da considerare nell’ottimizzazione delle reti digitali, rappresentando un notevole vantaggio competitivo in un mondo incerto.
Come prepararsi alla nuova era della produttività digitale
In questa fase di transizione, diventa necessario per le aziende costruire programmi completi di trasformazione tecnologica che vadano oltre la mera digitalizzazione tradizionale. Secondo esperti e analisti, i dati rappresentano “il nuovo petrolio” e saperne estrarre valore è oggi la vera chiave competitiva per le aziende, grandi o PMI che siano.
In tal senso, diventa indispensabile investire nell’Intelligenza Artificiale, soprattutto nel Machine Learning, nel Deep Learning e nel Natural Language Processing, sottoinsiemi dell’Intelligenza Artificiale che forniscono avanzati modelli di gestione del dato.
Sul lato delle infrastrutture, come non citare il Cloud Computing, tecnologia fondamentale e abilitante del percorso di Trasformazione Digitale nelle imprese. Il Cloud è indispensabile sia per le PMI che per gli enti pubblici e privati a conferire maggiore agilità non solo ai Sistemi Informativi, ma anche al business nel suo complesso.
Paradigma centrale della Digital Transformation è l’Open Innovation, in base al quale imprese ed enti per creare maggiore valore non possono più basarsi soltanto su idee e risorse interne, ma devono ricorrere anche a strumenti e competenze tecnologiche esterne, come Università, Centri di Ricerca, Startup, imprese concorrenti, vendor ICT e società di consulenza.
Accanto a tutto ciò, le aziende devono porre la sostenibilità al centro del loro modello di business creando una serie di iniziative strategiche che permettano il raggiungimento degli obiettivi ESG, vale a dire i tre fattori fondamentali del bilancio di sostenibilità aziendale:
- Environmental: tutela dell’ambiente e della biodiversità, in termini di riduzione di emissioni di CO₂, gestione dei rifiuti e delle sostanze tossiche.
- Social: condizioni e benessere dei lavoratori, ovvero salute e sicurezza, diritto alle cure mediche, supporto all’istruzione e alla formazione, gestione di orari e salari equi.
- Governance: conformità alla Normativa. Rientrano nella Governance, l’etica aziendale e la cultura d’impresa, la gestione e la qualità dei rapporti con i partner commerciali, l’attività di lobbying e i sistemi interni di controllo e gestione del rischio dell’impresa.
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